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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Beni culturali.Accertamento diritto di proprietà della PA e giurisdizione

Dettagli
Categoria principale: Beni Culturali
Categoria: Cassazione Civile
Pubblicato: 23 Febbraio 2024
Visite: 3196

Cass. Civ.  SS.UU. n. 2481 del 26 gennaio 2024
Pres. D'Ascola  Est. Scoditti Ric. Urbs srl
Beni culturali.Accertamento diritto di proprietà della PA e giurisdizione

Sull'accertamento del diritto di proprietà nei confronti della P.A. la giurisdizione spetta del giudice amministrativo, se il fatto estintivo di quello costitutivo del diritto dominicale è un provvedimento amministrativo di esercizio della prelazione artistica, asseritamente illegittimo, benché emanato in base a una norma attributiva del relativo potere e non in carenza assoluta di questo. (Principio affermato dalla S.C. in relazione alla dichiarazione di nullità - di cui all'art. 29 della l. n. 364 del 1909 - delle alienazioni effettuate contro i divieti contenuti nella legge stessa, individuata quale condizione di legittimità dell'esercizio del potere di prelazione previsto dall'art. 6 della citata disciplina legislativa). 

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Ambiente in genere.Criteri assoggettamento a VIA

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 23 Febbraio 2024
Visite: 2620

TAR Sicilia (PA) Sez. II n. 185 del 19 gennaio 2024
Ambiente in genere.Criteri assoggettamento a VIA

La logica di tutela dell'ambiente, e non certo di punizione, sottesa all'assoggettamento a V.I.A., non può non orientare verso la stessa in tutti i casi in cui si ritenga necessario un approfondimento progettuale ben più pregnante della mera integrazione e chiarimento richiedibile in fase di screening. Disquisire circa la necessità di esplicitare il grado di verificabilità del nocumento ambientale in termini possibilistici, piuttosto che probabilistici, equivale ad introdurre limitazioni alla discrezionalità amministrativa non desumibili dalla norma: è chiaro, infatti, che deve trattarsi di un giudizio di prognosi, intrinseco alla sua effettuazione preventiva; ma lo è altrettanto che laddove per fattori obiettivamente esternati se ne ipotizzi la lesività, appare corretto cautelarsi - rectius, più propriamente, cautelare la collettività e quindi, in senso più ampio, l'ambiente - non impedendo la realizzazione dell'intervento, ma semplicemente imponendo l'approfondimento dei suoi esiti finali. Ove, infatti, si aderisse alla tesi opposta, ovvero si pretendesse nella fase di screening lo stesso approfondimento di potenziale lesività ambientale che connota la V.I.A. vera e propria, non se ne comprenderebbe la reiterazione in tale fase successiva, ridotta sostanzialmente ad un inutile duplicato di quanto già preliminarmente accertato. La sottoposizione a V.I.A., dunque, ben può conseguire ad una scelta di cautela, seppur adeguatamente motivata in relazione a fattori di oggettiva pericolosità rivenienti dagli indici di cui all'Allegato V al Codice ambientale, stante che ciò implica solo il rinvio ad un più approfondito scrutinio della progettualità proposta, che dalle ragioni dello stesso non risulta comunque in alcun modo condizionata

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Urbanistica.Illegittimità permesso in sanatoria condizionato

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 22 Febbraio 2024
Visite: 3078

Cass. Sez. III n. 5486 del 7 febbraio 2024 (CC 9 nov. 2023)
Pres. Ramacci Est. Andronio Ric. Cotroneo
Urbanistica.Illegittimità permesso in sanatoria condizionato

E' illegittimo, e non determina l’estinzione del reato edilizio di cui all’art. 44, lettera b), del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria condizionato all’esecuzione di specifici interventi finalizzati a ricondurre il manufatto abusivo nell'alveo di conformità agli strumenti urbanistici, in quanto detta subordinazione contrasta ontologicamente con la ratio della sanatoria, collegabile alla già avvenuta esecuzione delle opere e alla loro integrale rispondenza alla disciplina urbanistica

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Urbanistica.Legittimità ordine di demolizione al proprietario non responsabile che ha acquistato in buona fede

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 22 Febbraio 2024
Visite: 4822

Consiglio di Stato Sez. VII  n. 655 del 22 gennaio 2024
Urbanistica.Legittimità ordine di demolizione al proprietario non responsabile che ha acquistato in buona fede

L’art. 31, commi 2 e 3, del d.P.R. n. 380/2001 individua quali destinatari della sanzione demolitoria, in forma non alternativa ma congiunta, il proprietario e il responsabile dell’abuso; di conseguenza l’ordinanza di demolizione può legittimamente essere emanata nei confronti del proprietario dell’immobile anche se egli non è responsabile della realizzazione dell’opera abusiva, in quanto gli abusi edilizi integrano illeciti permanenti sanzionati in via ripristinatoria, a prescindere dall’accertamento del dolo o della colpa o dall’eventuale stato di buona fede del proprietario rispetto alla commissione dell’illecito. Né soccorre, al fine di addivenire a differenti conclusioni, la circostanza che l’acquisto della proprietà dell’immobile sia avvenuto in buona fede, dovendosi escludere nella fattispecie l’applicazione dei principi di tutela dell’affidamento e di colpevolezza invocati dagli appellanti. La sopra indicata disposizione del d.P.R. n. 380 del 2001 individua, infatti, chiaramente il proprietario come destinatario dell’ordine di demolizione a prescindere dalla sua responsabilità nella realizzazione dell’abuso, coerentemente con il carattere ripristinatorio e non sanzionatorio dell’ordine di demolizione, che non presuppone un previo accertamento di responsabilità, a differenza della successiva acquisizione gratuita al patrimonio comunale

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Rifiuti.Reflui stoccati in attesa di successivo smaltimento

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 21 Febbraio 2024
Visite: 3457

Cass. Sez. III n. 6832 del 15 febbraio 2024 (UP 13 dic. 2023)
Pres. Galterio Est. Liberati Ric. Troisi
Rifiuti.Reflui stoccati in attesa di successivo smaltimento

I reflui stoccati in attesa di successivo smaltimento, come i liquami contenuti in pozzi neri, vasche Imhoff e bagni mobili, sono da considerarsi rifiuti liquidi di acque reflue, soggetti, pertanto, alla disciplina della parte quarta del d.lgs. n. 152/2006 e non a quella delle acque di scarico, che riguarda solo i liquidi direttamente immessi nel suolo, nel sottosuolo o nella rete fognaria.  Inoltre, per quanto riguarda lo smaltimento costituisce tale operazione, da esercitarsi solo con la prescritta autorizzazione, la detenzione sul suolo di rifiuti da avviare alla definitiva distruzione.

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Beni culturali.Profili di sindacabilità del provvedimento impositivo del vincolo storico-archeologico diretto

Dettagli
Categoria principale: Beni Culturali
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 21 Febbraio 2024
Visite: 2498

Profili di sindacabilità del provvedimento impositivo del vincolo storico-archeologico diretto

di Maria BITONDO

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  • Bni ambientali.Sull’indennità risarcitoria per abusi paesaggistici minori
  • Protezione civile.Situazione di pericolo e poteri del sindaco
  • Rifiuti.Reato di deposito incontrollato
  • Caccia e animali.Tutela della fauna marina dei ricci di mare
  • Sviluppo sostenibile. Impianti fotovoltaici e tariffe incentivanti
  • Caccia e animali.Nozione di esercizio venatorio
  • Rifiuti.Termovalorizzatore
  • Urbanistica.Procedura semplificata per la variazione di strumenti urbanistici
  • Urbanistica.Annullamento in autotutela del permesso di costruire legittimo affidamento del privato e responsabilità dell’Ente comunale
  • Urbanistica.Accertamento di conformità ex art. 36 TUE al vaglio della Corte Costituzionale

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