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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Rifiuti.Qualificazione di un materiale come rifiuto

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 26 Giugno 2023
Visite: 3158

Cass. Sez. III n. 24680 del 8 giugno 2023 (UP 17 mag 2023)
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Francioso
Rifiuti.Qualificazione di un materiale come rifiuto

La qualifica di rifiuto deve essere dedotta da dati obiettivi, non dalla scelta personale del detentore che de­cide che quel bene non gli è più di nessuna utilità. Sono elementi obiettivi, ad esempio, l’oggettività dei materiali in questione, la loro eterogeneità, non rispondente a ragionevoli criteri merceologici, e le condizioni in cui gli stessi sono detenuti, così come le circostanze e le modalità con le quali l’originario produttore se ne era disfat­to. Non rileva, poi, il fatto che un bene sia ancora cedibile a titolo oneroso, poiché tale evenienza non esclude comunque la natura di rifiuto.

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Urbanistica.Permesso di costruire convenzionato

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 26 Giugno 2023
Visite: 4257

Consiglio di Stato Sez. IV n. 5293 del 30 maggio 2023
Urbanistica.Permesso di costruire convenzionato

Il principio secondo cui nelle zone già urbanizzate è consentito derogare all’obbligo dello strumento attuativo, può trovare applicazione solo nell’ipotesi, del tutto eccezionale, che si sia già realizzata una situazione di fatto che da quegli strumenti consenta con sicurezza di prescindere, in quanto risultano oggettivamente non più necessari, essendo stato pienamente raggiunto il risultato (come adeguata dotazione di infrastrutture, primarie e secondarie previste dal piano regolatore) cui sono finalizzati. Per l’applicazione del principio, pertanto, è necessario che lo stato delle urbanizzazioni sia tale da rendere assolutamente superflui gli strumenti attuativi. Tale situazione, del tutto peculiare, deve riguardare l’intero contenuto previsto dal piano regolatore generale per tali strumenti attuativi e deve concernere le urbanizzazioni primarie e quelle secondarie in riferimento all’assetto definitivo dell’intero ambito territoriale di riferimento. Ogni altra soluzione implicherebbe l’inammissibile conseguenza di trasformare lo strumento attuativo in un atto sostanzialmente facoltativo, non più necessario ogniqualvolta, come avvenuto nel caso in esame, a causa di precedenti abusi edilizi sanati, di preesistenti edificazioni ovvero del rilascio di singole concessioni edilizie illegittime, il comprensorio abbia già subito una qualche urbanizzazione, anche se la stessa non soddisfa pienamente le indicazioni del piano regolatore.

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Rifiuti.Possibilità di classificazione di un rifiuto con origine sconosciuta

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 23 Giugno 2023
Visite: 2865

Possibilità di classificazione di un rifiuto con origine sconosciuta

di Mauro SANNA

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Ambiente in genere.VIA e VAS

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 23 Giugno 2023
Visite: 2675

Consiglio di Stato Sez. V n. 5219 del 25 maggio 2023
Ambiente in genere.VIA e VAS

La VAS concerne la pianificazione e la programmazione alle quali l'amministrazione è obbligata, ed è concomitante alla stessa così da favorire l'emersione e l'evidenziazione dell'interesse ambientale di modo che esso venga in via prioritaria considerato dall'amministrazione; la VIA concerne i singoli progetti ed è necessaria ai fini della verifica dell'entità dell'impatto ambientale dell'opera proposta, in guisa da stimolare soluzioni mitigative da valutare secondo il principio dello sviluppo sostenibile, sino all'opzione "zero", qualora l'impatto non sia evitabile neanche con l'adozione di cautele. Mentre la VAS compie una valutazione di piani e programmi in senso più in orizzontale e dunque generale su effetti negativi per l’ambiente e, soprattutto, sulle possibili misure di mitigazione, quello compiuto nella VIA sui singoli progetti ossia gli atti applicativi del piano (che debbono essere coerenti con la pianificazione oggetto della VAS) è giocoforza un giudizio più in verticale e dunque condotto con maggiore analiticità, approfondimento e specificità con riguardo non solo agli effetti ma anche – e soprattutto – alle misure di mitigazione e di compensazione da implementare con il progetto stesso

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Rifiuti.Caratteristiche della gestione illecita

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 22 Giugno 2023
Visite: 2259

Cass. Sez. III n. 24676 del 8 giugno 2023 (UP 10 mag 2023)
Pres. Ramacci Rel. Galterio Ric. Romano
Rifiuti.Caratteristiche della gestione illecita

In tema di gestione illecita,La rilevanza della "assoluta occasionalità" ai fini dell'esclusione della tipicità deriva non già da una arbitraria delimitazione interpretativa della norma, bensì dallo stesso tenore della fattispecie penale, che, punendo la "attività" di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione, concentra il disvalore d'azione su un complesso di azioni, che, pur non dovendo ricorrere congiuntamente, devono comunque essere indici di un minimum di organizzazione che ne lasci concretamente desumere la loro reiterazione così da escludere dall’orbita della rilevanza penale la condotta assolutamente estemporanea.  Occorrendo pertanto un accertamento specifico da parte del giudice sulla base delle concrete caratteristiche e modalità della condotta, sono stati ritenuti dall’elaborazione giurisprudenziale formatasi in subjecta materia indici sintomatici dell’abusiva gestione la provenienza del rifiuto da una attività imprenditoriale esercitata da chi effettua o dispone l'abusiva gestione, la eterogeneità dei rifiuti gestiti, la loro quantità, le caratteristiche del rifiuto indicative di precedenti attività preliminari di prelievo, raggruppamento, cernita, deposito

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Urbanistica.Fiscalizzazione abuso edilizio

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 22 Giugno 2023
Visite: 4076

Consiglio di Stato Sez. VI n. 5038 del 22 maggio 2023
Urbanistica.Fiscalizzazione abuso edilizio

La c.d. “fiscalizzazione” dell’abuso ex art. 34, comma 2, del D.P.R. n. 380 del 2001 non condiziona la legittimità della ordinanza di demolizione, trattandosi di sub-procedimento che assume rilievo nella successiva fase di esecuzione della stessa. In particolare, l'applicabilità della sanzione pecuniaria può essere decisa dall'Amministrazione solo nella fase esecutiva dell'ordine di demolizione e non prima, sulla base di un motivato accertamento tecnico. La valutazione, cioè, circa la possibilità di dare corso alla applicazione della sanzione pecuniaria in luogo di quella ripristinatoria costituisce una mera eventualità della fase esecutiva, successiva alla ingiunzione a demolire. Con la conseguenza che la mancata valutazione della possibile applicazione della sanzione pecuniaria sostitutiva non può costituire un vizio dell'ordine di demolizione ma, al più, della successiva fase riguardante l'accertamento delle conseguenze derivanti dall'omesso adempimento al predetto ordine di demolizione e della verifica dell'incidenza della demolizione sulle opere non abusive

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  • Urbanistica.Lottizzazione abusiva ed opere di urbanizzazione
  • Ambiente in genere.Zone speciali di conservazione
  • Urbanistica.Variazioni allo strumento urbanistico adottato
  • Urbanistica.Misure di salvaguardia
  • Urbanistica.Parere di compatibilità sismica e competenza
  • Urbanistica.Natura permanente illecito amministrativo
  • Urbanistica.Valutazione unitaria opera edilizia
  • Rifiuti.Pericolo di infiltazione mafiosa
  • Caccia e animali.Sanzioni amministrative
  • Urbanistica.Inottemperanza ordine di demolizione e acquisizione gratuita al patrimonio comunale

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