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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Danno ambientale.Inquinamento atmosferico e danno ambientale

Dettagli
Categoria principale: Danno Ambientale
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 06 Dicembre 2018
Visite: 5163

Cass. Sez. III n. 51475 del 14 novembre 2018 (UP 3 lug 2018)
Pres. Ramacci Est. Zunica Ric. Bevilacqua ed altri
Danno ambientale.Inquinamento atmosferico e danno ambientale

L’inquinamento dell’aria, se “significativo e misurabile”, è inquadrabile nella nozione di danno ambientale di cui all'art. 300 del d. lgs. 152/2006, rientrando l'aria nel novero delle "risorse naturali".

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Ambiente in genere. SIC, ZPS e piani o progetti che possano avere incidenze significative

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 06 Dicembre 2018
Visite: 3359

TAR Calabria (CZ) Sez. I n.1900 del 12 novembre 2018
Ambiente in genere. SIC, ZPS e piani o progetti che possano avere incidenze significative

A norma dell'art. 6, n. 3, prima frase, della direttiva 92/43/CEE, qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione di un SIC o una ZPS ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di una opportuna valutazione dell'incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. La necessità di un'opportuna valutazione delle incidenze di un piano o progetto è subordinata alla condizione che questo sia idoneo a pregiudicare significativamente il sito interessato. Ora, tenuto conto, in particolare, del principio di precauzione, un tale rischio esiste allorché non possa essere escluso, sulla base di elementi obiettivi, che il suddetto piano o progetti pregiudichi significativamente il sito interessato. Poiché la valutazione di incidenza è, per sua natura, uno strumento preventivo rispetto alla realizzazione del progetto, si è escluso che essa sia dovuta in caso di rinnovo dell’AIA con riferimento a un impianto in attività.

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Acque.Individuazione delle acque reflue industriali

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Categoria principale: Acque
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 05 Dicembre 2018
Visite: 3808

Cass. Sez. III n. 51006 del 9 novembre 2018 (UP 15 giu 2018)
Pres. Cavallo Est. Galterio Ric. Girardi
Acque.Individuazione delle acque reflue industriali

Nella nozione di acque reflue industriali definita dal D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 74, comma 1, lett. h), (come modificato dal D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4) rientrano tutti i tipi di acque derivanti dallo svolgimento di attività produttive, in tale accezione dovendosi ricomprendere tutti i reflui che non attengono prevalentemente al metabolismo umano ed alle attività domestiche, cioè non collegati alla presenza umana, alla coabitazione ed alla convivenza di persone, né si configurano come acque meteoriche di dilavamento, intendendosi per tali quelle piovane anche se venute in contatto con sostanze o con materiali. Da ciò discende che sono da considerare scarichi industriali, oltre ai reflui provenienti da attività di produzione industriale vera e propria, anche quelli provenienti da insediamenti ove si svolgono attività artigianali e di prestazioni di servizi, quando le caratteristiche qualitative degli stessi siano diverse da quelle delle acque domestiche. Devono pertanto pacificamente ritenersi rientranti nella nozione di acque reflue industriali quelle provenienti e scaricate, come nella specie, dalle operazioni di lavaggio di capannoni adibiti in forma stabile ad allevamento di animali.

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Rifiuti. Scarti di origine animale

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 04 Dicembre 2018
Visite: 4604

Cass. Sez. III n. 51004 del 9 novembre 2018 (UP 15 giu 2018)
Pres. Cavallo Est. Mengoni Ric. Cucco
Rifiuti. Scarti di origine animale

Gli scarti di origine animale sono sottratti all'applicazione della normativa in materia di rifiuti, e soggetti esclusivamente al Regolamento CE n. 1774/2002, solo se qualificabili come sottoprodotti ai sensi dell'art. 183, comma primo, lett. n), d. lgs. n. 152 del 2006; diversamente, in ogni altro caso in cui il produttore se ne sia disfatto per destinarli allo smaltimento, restano soggetti alla disciplina generale sui rifiuti

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Ambiente in genere.Zone speciali di conservazione

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Giurisprudenza Comunitaria
Pubblicato: 04 Dicembre 2018
Visite: 3105

Corte di giustizia (Seconda Sezione) 7 novembre 2018
«Rinvio pregiudiziale – Direttiva 92/43/CEE – Conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche – Zone speciali di conservazione – Articolo 6 – Opportuna valutazione dell’incidenza di un piano o di un progetto su un sito – Programma nazionale di gestione dei depositi di azoto – Nozioni di “progetto” e di “opportuna valutazione” – Valutazione globale a monte delle autorizzazioni individuali di aziende agricole che generano tali depositi»

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Aria.Poteri di ordinanza ex art. 278 d.lgs. n. 152/2006

Dettagli
Categoria principale: Aria
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 04 Dicembre 2018
Visite: 5914

TAR Abruzzo (PE) Sez. I n. 316 del 25 ottobre 2018
Aria.Poteri di ordinanza ex art. 278 d.lgs. n. 152/2006

I poteri di ordinanza di cui all’art. 278 cit. devono essere esercitati secondo un criterio di gradualità e progressività e, nell’ottica di un bilanciamento tra la tutela dell’ambiente e le esigenze della produzione, devono essere finalizzati, in sede di primo intervento, alla eliminazione delle irregolarità tramite la riduzione a conformità delle attività autorizzate, e solo quale extrema ratio, nel caso in cui persistano le violazioni, possono culminare nella revoca dell’autorizzazione unica ambientale. L’operatività del meccanismo della revoca, nella logica della norma, presuppone che si verifichino due condizioni, tra loro alternative, in presenza di violazione delle prescrizioni autorizzative, ossia che sia mancato l’adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida, oppure che la reiterata inosservanza delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione determini situazioni di pericolo o danno per la salute o per l’ambiente. In tal caso la revoca, quale espressione di potestà di autotutela decisoria della pubblica amministrazione, riveste una evidente connotazione di tipo sanzionatorio, dal momento che il ritiro dell’atto ampliativo è determinato e vincolato al riscontro della violazione delle condizioni e delle prescrizioni poste a base di un’autorizzazione amministrativa, e quindi del principio di lealtà e correttezza da parte del destinatario dell’atto.

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  • Rifiuti.Criteri localizzativi regionali degli impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti in prossimità di un'opera di captazione delle acque destinate al consumo umano
  • Caccia e animali.Attuazione dei piani di abbattimento
  • Urbanistica.Demolizione e individuazione della corrispondenza tra l’immobile da demolire e quello descritto nella sentenza
  • Ambiente in genere.Conservazione degli habitat naturali
  • Ambiente in genere.VAS e tempistica
  • Urbanistica.Demolizione e ne bis in idem convenzionale
  • Urbanistica.Giudizio di legittimità e regolarità dei procedimenti amministrativi seguiti per il rilascio di titoli abilitativi edilizi
  • Urbanistica.Condono edilizio e silenzio assenso
  • Acque.Acque meteoriche di dilavamento
  • Urbanistica.Demolizione opere abusive e prova della data di ultimazione dei lavori

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