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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Ambiente in genere.Natura del PAUR e limiti al dissenso comunale

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 17 Aprile 2026
Visite: 613

Consiglio di Stato Sez. IV n. 2160 del 16 marzo 2026
Ambiente in genere.Natura del PAUR e limiti al dissenso comunale

Il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) risponde a un'esigenza di forte concentrazione procedimentale e semplificazione, in cui la determinazione finale della conferenza di servizi, espressione di una nuova competenza regionale integrata, assorbe i titoli necessari e può superare i dissensi delle amministrazioni locali. Non è configurabile un diritto di veto in capo ai Comuni, neppure in forza di norme regionali che prevedano intese per il recupero di aree dismesse, poiché ciò vanificherebbe la ratio del modulo decisionale basato sulle posizioni prevalenti. Il dissenso espresso in tale sede deve essere costruttivo, imparziale e puntualmente motivato, non potendosi risolvere in una sterile opposizione paralizzante, stante la finalità legislativa di neutralizzare le disfunzioni del silenzio e garantire l’efficienza dell’azione amministrativa.

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Urbanistica. Responsabilità dell'appaltatore e mutamento di destinazione d'uso in centro storico

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 16 Aprile 2026
Visite: 538

Cass. Sez. III n. 11303 del 26 marzo 2026 (UP 25 feb 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Arpino
Urbanistica. Responsabilità dell'appaltatore e mutamento di destinazione d'uso in centro storico

In tema di reati edilizi, il mutamento di destinazione d'uso mediante opere eseguito in centri storici (zona A) richiede il permesso di costruire sia per le modifiche che comportano il passaggio tra categorie urbanistiche diverse, sia per quelle effettuate all'interno di una medesima categoria omogenea, specialmente se l'intervento (quale la trasformazione di un deposito in servizi igienici a servizio di un locale commerciale) determina un aumento del carico urbanistico. Inoltre, sussiste la responsabilità penale dell'appaltatore per la realizzazione di opere abusive anche nel caso in cui questi si avvalga di una ditta subappaltatrice; l'appaltatore, infatti, in forza del contratto, assume il ruolo di garante dell'esecuzione delle opere e dei connessi profili di responsabilità colposa, restandone esonerato solo qualora i lavori subappaltati rivestano una completa autonomia e non vi sia stata alcuna sua ingerenza nell'esecuzione dei medesimi.

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Urbanistica.La presenza di valori ambientali e culturali fatti propri dallo strumento urbanistico comunale inibisce la realizzazione di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 16 Aprile 2026
Visite: 730

La presenza di valori ambientali e culturali fatti propri dallo strumento urbanistico comunale inibisce la realizzazione di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile

di Stefano DELIPERI

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Rifiuti.Standard probatorio e riparto di competenze nella bonifica dei siti inquinati

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 16 Aprile 2026
Visite: 712

Consiglio di Stato Sez. IV n. 2165 del 16 marzo 2026
Rifiuti.Standard probatorio e riparto di competenze nella bonifica dei siti inquinati

In tema di bonifica di siti contaminati, l’individuazione del responsabile ai sensi dell’art. 244 del D.Lgs. n. 152/2006 non richiede una prova scientifica di assoluta certezza, essendo sufficiente il criterio del «più probabile che non», basato su una ricostruzione logica e coerente del nesso causale tra attività esercitata e inquinamento rilevato. Qualora il soggetto interessato abbia già attivato le procedure di indagine ambientale ex art. 242, anche se sollecitato da ordinanze per rimozione di rifiuti, il Comune è legittimato ad ordinare il completamento della caratterizzazione e della bonifica, esercitando i poteri coercitivi di cui agli artt. 250 e 253 del Codice dell’Ambiente. Tale competenza comunale sussiste ogniqualvolta il responsabile, pur avendo avviato il procedimento, non lo porti a compimento. Infine, il piano di caratterizzazione deve riguardare l’intero sito operativo e non solo specifiche porzioni, qualora la contaminazione sia riconducibile all'attività produttiva complessivamente svolta nell'area.

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Urbanistica. Rapporto tra Piano del Parco e strumenti urbanistici comunali e limiti al mutamento di destinazione d'uso in deroga

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 15 Aprile 2026
Visite: 608

Cass. Sez. III n. 11178 del 25 marzo 2026 (CC 19 febbraio 2026) 
Pres. Aceto Rel. Calabretta Ric. Proc. Rep. Salerno
Urbanistica. Rapporto tra Piano del Parco e strumenti urbanistici comunali e limiti al mutamento di destinazione d'uso in deroga. 

In tema di reati edilizi e tutela del paesaggio, le previsioni del Piano del Parco che ammettono attività residenziali o turistiche condizionandone la realizzazione alla conformità con gli strumenti urbanistici comunali non consentono il mutamento di destinazione d’uso (nella specie, da agricolo a residenziale) qualora tale trasformazione sia vietata dalla pianificazione locale. Ai sensi dell’art. 145, comma 3, d.lgs. n. 42/2004, sebbene le previsioni dei piani paesaggistici prevalgano su quelle difformi degli strumenti urbanistici, non sussiste alcuna preclusione a che i comuni adottino, nell’ambito della propria competenza, disposizioni aggiuntive e più restrittive a tutela dell’ambiente. Inoltre, il rilascio di permessi di costruire in deroga per il mutamento di destinazione d'uso ai sensi dell’art. 5 d.l. n. 70/2011 richiede inderogabilmente l’osservanza della procedura prevista dall’art. 14 d.P.R. n. 380/2001, inclusa la previa deliberazione del Consiglio Comunale, e il rispetto del requisito di compatibilità o complementarietà tra le categorie funzionali, che deve escludersi, in via generale, tra la destinazione agricola e quella residenziale.

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Ambiente in genere. Voltura dell’AUA: per la Cassazione la “mera richiesta … non può considerarsi quale richiesta di autorizzazione”

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Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 15 Aprile 2026
Visite: 908

Voltura dell’AUA: per la Cassazione la “mera richiesta … non può considerarsi quale richiesta di autorizzazione”.
Commento alla Sentenza Corte di Cassazione – Sez. III – n. 3840 del 30 gennaio 2026 

di Mauro KUSTURIN

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  • Urbanistica.Variante urbanistica automatica e computo degli standard a verde
  • Caccia e animali. Nozione di terzo estraneo e confisca di animali ex art. 544-sexies c.p.
  • Aria. ETS. Chi inquina paga: o no?
  • Rifiuti.Responsabilità del proprietario demaniale per l'abbandono di rifiuti
  • Urbanistica. Legittimazione dell'erede e principio di proporzionalità della confisca
  • Urbanistica. Lottizzazione abusiva e art. 578-bis c.p.p.
  • Urbanistica.Limiti alla discrezionalità comunale e principio di proporzionalità nelle convenzioni urbanistico-ambientali
  • Ambiente in genere. Natura permanente dell'occupazione abusiva di demanio e responsabilità dell'erede
  • Rifiuti.Responsabilità per la bonifica e obblighi del proprietario incolpevole
  • Urbanistica. Mancata affissione del cartello di cantiere ed esclusione della particolare tenuità del fatto

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