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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Rumore.Caratteristiche della contravvenzione di cui all'art. 659 c.p.

Dettagli
Categoria principale: Rumore
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 27 Febbraio 2024
Visite: 3397

Cass. Sez. III n. 7717 del 22 febbraio 2024 (UP 10 gen. 2024)
Pres. Andreazza Est. Di Stasi Ric. Pinto
Rumore.Caratteristiche della contravvenzione di cui all'art. 659 c.p.

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all'art. 659 cod. pen., non sono necessarie né la vastità dell'area interessata dalle emissioni sonore, né il disturbo di un numero rilevante di persone, essendo sufficiente che i rumori siano idonei ad arrecare disturbo ad un gruppo indeterminato di persone, anche se raccolte in un ambito ristretto, come un condominio; perché sussista la contravvenzione di cui all'art. 659 cod. pen. relativamente ad attività che si svolge in ambito condominiale, è necessaria la produzione di rumori idonei ad arrecare disturbo o a turbare la quiete e le occupazioni non solo degli abitanti dell'appartamento sovrastante o sottostante la fonte di propagazione, ma di una più consistente parte degli occupanti il medesimo edificio; l'attitudine dei rumori a disturbare il riposo o le occupazioni delle persone non va necessariamente accertata mediante perizia o consulenza tecnica, ma ben può il giudice fondare il suo convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali le dichiarazioni di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti, sì che risulti oggettivamente superata la soglia della normale tollerabilità

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Acque.Gestioni dirette comunali del servizio idrico

Dettagli
Categoria principale: Acque
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 27 Febbraio 2024
Visite: 3914

TAR Abruzzo (AQ) Sez. I n. 37 del 18 gennaio 2024
Acque.Gestioni dirette comunali del servizio idrico

Ai sensi e per gli effetti di cui al disposto normativo di cui all’art. 147, comma 2-bis, lettera a) dlv 152\2006 non è possibile considerare “già istituite” le gestioni dirette comunali del servizio idrico le quali non abbiano ricevuto il previo consenso dell’Ente di governo d’ambito competente. La fattispecie prevista dall'art. 147, comma 2-bis del D.Lgs. n. 152 del 2006 consente solo in casi eccezionali a singoli Comuni la gestione in forma autonoma del SII. Si tratta di norma derogatoria ed eccezionale, che deve essere interpretata in modo rigoroso e restrittivo, atteso che una più ampia interpretazione comporterebbe l'effetto di vanificare il principio dell'unicità di gestione per ambiti territoriali ottimali, riducendone fortemente la portata applicativa. 

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Ambiente in genere.Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Giurisprudenza Comunitaria
Pubblicato: 27 Febbraio 2024
Visite: 2211

Corte di Giustizia (Seconda Sezione) 22 febbraio 2024
«Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Direttiva 2010/75/UE – Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento – Articolo 10 – Allegato I, punto 6.4, lettera a) – Funzionamento di macelli con una capacità di produzione di carcasse di oltre 50 Mg al giorno – Nozioni di “carcassa” e di “capacità di produzione al giorno” – Macello privo di autorizzazione – Presa in considerazione della produzione effettiva»

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Beni ambientali.Rapporti tra art. 146 dlv 42-2004 e dpr 31-2017

Dettagli
Categoria principale: Beni Ambientali
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 26 Febbraio 2024
Visite: 3106

Cass. Sez. III n. 7538 del 21 febbraio 2024 (UP 11 gen. 2024)
Pres. Ramacci Est. Semeraro Ric. Gervasi ed altro
Beni ambientali.Rapporti tra art. 146 dlv 42-2004 e dpr 31-2017

La regola generale di cui all'art. 146 d.lgs. 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio), che prescrive che ogni intervento che comporti modificazioni o rechi pregiudizio all'aspetto esteriore delle aree vincolate e soggetto al previo dell'autorizzazione paesaggistica, consacrata in una fonte di rango primario, non può certamente essere derogata da una fonte di rango secondario, quale è il suddetto regolamento n. 31 del 2017, che è di attuazione e non di delegificazione, e dunque non può liberalizzare interventi che per la norma di rango primario sono assoggettati ad autorizzazione.  Ne consegue che l'accertamento, in punto di fatto, della riconducibilità degli interventi eseguiti in area sottoposta a vincolo nel novero di quelli non soggetti ad autorizzazione (cioè quelli di cui all'elenco allegato sub A al citato d.P.R. 31/2017) o di quelli di lieve entità soggetti a procedimento autorizzatorio semplificato (di cui all'elenco allegato sub B del medesimo regolamento), deve essere condotto attenendosi a una interpretazione logico sistematica di carattere finalistico delle disposizioni del regolamento. 

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Sostanze pericolose.Manufatti in amianto ed intervento urgente del sindaco

Dettagli
Categoria principale: Sostanze Pericolose
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 26 Febbraio 2024
Visite: 3185

TAR Umbria Sez. I n. 12 del 16 gennaio 2024
Sostanze pericolose.Manufatti in amianto ed intervento urgente del sindaco

La sorveglianza sui manufatti in amianto o contenenti amianto va svolta di continuo, non potendosi mai escludere del tutto che nel corso del tempo i fenomeni atmosferici e naturali rendano pericolosi per la salute pubblica manufatti che fino a quel momento potevano definirsi sicuri ai sensi della l. n. 257/1992. Quindi il presupposto circa l’esistenza di una situazione eccezionale ed imprevedibile che giustifica l'emissione di un'ordinanza contingibile ed urgente va interpretato nel senso che non rileva la circostanza che il pericolo sia correlato ad una situazione preesistente ovvero a un evento nuovo e imprevedibile, bensì la sussistenza della necessità e urgenza attuali di intervenire a difesa degli interessi pubblici coinvolti, a prescindere dalla prevedibilità della situazione di pericolo che il provvedimento è volto a rimuovere. In definitiva, quindi, il decorso del tempo non consuma il potere di ordinanza, perché ciò che rileva è esclusivamente la dimostrazione dell'attualità del pericolo e della idoneità del provvedimento a porvi rimedio, sicché l'immediatezza dell'intervento urgente del Sindaco va rapportata all'effettiva esistenza di una situazione di pericolo al momento di adozione dell'ordinanza. Cosicché, la circostanza che la situazione di pericolo perduri da tempo può addirittura aggravare la situazione di pericolo

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Beni Ambientali.Sanzioni amministrative

Dettagli
Categoria principale: Beni Ambientali
Categoria: Corte Costituzionale
Pubblicato: 26 Febbraio 2024
Visite: 4181

Corte costituzionale n. 19 del 19 febbraio 2024
Oggetto: - Paesaggio - Sanzioni amministrative - Norme della Regione Lombardia - Applicazione obbligatoria della sanzione pecuniaria, prevista dall'art. 167 del decreto legislativo n. 42 del 2004, in alternativa alla rimessione in pristino, anche nell'ipotesi di assenza di danno ambientale - Prevista quantificazione in relazione al profitto conseguito e, comunque, in misura non inferiore all'ottanta per cento del costo teorico di realizzazione delle opere e/o lavori abusivi - Denunciata disciplina sanzionatoria difforme da quella statale che usa quali parametri per la determinazione della sanzione unicamente il danno arrecato o il profitto conseguito.
Dispositivo: illegittimità costituzionale parziale

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  • Beni ambientali.La condicio iuris per la vigenza dell’art. 2 d.P.R. 31-2017
  • Beni culturali.Accertamento diritto di proprietà della PA e giurisdizione
  • Ambiente in genere.Criteri assoggettamento a VIA
  • Urbanistica.Illegittimità permesso in sanatoria condizionato
  • Urbanistica.Legittimità ordine di demolizione al proprietario non responsabile che ha acquistato in buona fede
  • Rifiuti.Reflui stoccati in attesa di successivo smaltimento
  • Beni culturali.Profili di sindacabilità del provvedimento impositivo del vincolo storico-archeologico diretto
  • Bni ambientali.Sull’indennità risarcitoria per abusi paesaggistici minori
  • Protezione civile.Situazione di pericolo e poteri del sindaco
  • Rifiuti.Reato di deposito incontrollato

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